di Carmen Critelli
Strette di mano, sguardi pieni di speranza. Gli stessCritellii che nel 2011 hanno dato vita al Festival Trame, nato da un'idea di Tano Grasso e diretto da Lirio Abbate per promuovere il confronto sui temi della legalità in Calabria. Quindici anni dopo, nel cortile di Palazzo Nicotera, quei volti sono tornati per inaugurare una nuova edizione del Festival dei libri sulle mafie, diventato negli anni un punto di riferimento nazionale.
Dal 16 al 21 giugno, Trame.15 porterà a Lamezia Terme oltre 70 eventi, 10 mostre, più di 130 ospiti e il lavoro di un centinaio di giovani volontari. Il tema scelto, Terra e libertà, si intreccia con importanti anniversari: i cento anni dalla nascita di Giannino Losardo, gli ottant'anni della Repubblica e i cinquant'anni del quotidiano la Repubblica. Tra le esposizioni, anche le fotografie di Oliviero Toscani dedicate a Corleone e una mostra sulla piccola sfera bronzea di Medma, antico simbolo di partecipazione democratica.
Ad aprire il festival sono stati il presidente della Fondazione Trame, Nuccio Iovene, il sindaco Mario Murone, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il presidente della Fondazione Carical Gianni Pensabene e il direttore della Fondazione Trame Francesco Cefalà. Iovene ha rivendicato il ruolo del festival nel raccontare «l'antimafia che esiste in Calabria», mentre Murone ha richiamato i valori costituzionali e il dramma dei migranti nel Mediterraneo. Occhiuto ha definito la cultura il principale antidoto alle mafie, annunciando il sostegno regionale alla partecipazione al festival.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai giovani, protagonisti dell'organizzazione del festival. «Non devono andare via per fare esperienza», ha sottolineato Cefalà, «ma possono costruire competenze e futuro anche qui». Inoltre è stato sottolineaton che Trame si concluderà con la proiezione del docufilm dedicato a Giulio Regeni, vincitore del Nastro d'Argento della Legalità.
Le istituzioni in prima linea
Il sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone, ha aperto il suo intervento salutando il nuovo sostituto procuratore alla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Elio Romano, nel suo primo giorno di servizio in città, definendolo un doppio inizio carico di significato. Richiamando il tema del festival, Terra e libertà, ha ricordato la tragedia di Amendolara e il dovere delle istituzioni di difendere i principi della Costituzione, dall'uguaglianza alla tutela dei diritti. Ha inoltre annunciato l'apertura di una sede distaccata di Trame nel quartiere Sambiase, in uno spazio rimasto chiuso per quindici anni: «Sarà il festival ad andare dai cittadini».
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha definito Trame uno degli anticorpi della Calabria contro la 'ndrangheta, sottolineando l'importanza di raccontare una regione fatta anche di speranza e impegno civile. «La cultura scaccia la subcultura», ha affermato, annunciando il sostegno alla riqualificazione di Palazzo Nicotera e la disponibilità a valutare il recupero del Villaggio di Nicotera come progetto di riuso sociale.
Nel corso dell'inaugurazione, il presidente della Fondazione Carical, Gianni Pensabene, ha ribadito il valore della cultura come strumento di riscatto sociale e di contrasto alle mafie. A chiudere gli interventi è stato il direttore Cefalà, che ha posto l'attenzione sui tanti giovani volontari coinvolti nel festival: un'opportunità per acquisire competenze e costruire il proprio futuro in Calabria.
Tra gli applausi della comunità, il corteo si è poi spostato nel chiostro del complesso di San Domenico, tra le mostre e gli spazi del festival, dando ufficialmente il via a Trame.15. Per sei giorni, Lamezia Terme sarà teatro di incontri, dibattiti e iniziative che, attraverso libri e cultura, continueranno a interrogarsi sul rapporto tra terra, libertà e lotta alle mafie.

