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Incontro tra i volontari del Festival Trame e le autorità del Tribunale di Lamezia Terme

Diffondere la cultura della legalità tra i giovani: un dialogo sulla giustizia e la memoria storica con il Presidente Garofalo e il Procuratore Curcio

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di Martina Nisticò, Serena Savatteri
 

Si è tenuto questa mattina l’incontro tra i volontari della tredicesima edizione del festival Trame e le alte cariche del tribunale di Lamezia Terme, il presidente Giovanni Garofalo e il Procuratore della Repubblica Salvatore Curcio. Voluto dal presidente della Fondazione Trame, Nuccio Iovene, e il direttore artistico di questa edizione, Giovanni Tizian, l’incontro, che quest’anno farà parte dell’iniziativa portata avanti dal festival “Trame in città”, assieme alla Stazione Centrale e Piazza Mazzini, ha come obiettivo proprio quello di diffondere gli ideali di Trame e raggiungere quante più persone possibili, spingendole a vivere il festival. Inoltre, nasce dalla volontà di cambiamento all’interno del pensiero giovanile. Oltre agli interventi dei promotori, hanno preso parola anche il presidente dell’Anm (associazione nazionale magistrati), Giovanni Strangis, e l’avvocato Bernardo Marasco, che hanno incoraggiato coloro che si approcciano per la prima volta alle concezioni di legalità ed equità. 
Durante il suo intervento, il Presidente del Tribunale ha spiegato: “A volte neanche gli adulti si pongono domande sulla giustizia, la coscienza e il pensiero critico. Risulta quindi molto positivo per i giovani farlo. Mi auguro che i giovani studino bene e affrontino la magistratura con il massimo interesse”. Sul tema della memoria, tema centrale del festival di quest’anno, ha aggiunto: “La memoria deve attingere alla nostra coscienza; ricordare è tenere presente la storia e i suoi riscorsi storici”. Ha continuato anche ricordando vittime della mafia e le loro storie “I casi come quello che hanno coinvolto l’avvocato Francesco Pagliuso e casi più noti a livello nazionale, come l’omicidio degli avvocati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, dimostrano che la mafia non è solo un fenomeno associativo ma un modo di pensare ed è qui che diventa fondamentale il pensiero giovanile”.
L’avvocato Marasco, in rappresentanza dell’ordine degli avvocati, ha voluto precisare come “gli avvocati sono spesso etichettati come coloro che si schierano anche dalla parte sbagliata; tuttavia,” – continua – “noi avvocati siamo contro ogni tipo di forma di illegalità e di associazione mafiosa, nonostante durante la nostra professione ci troviamo spesso a dover difendere uomini della malavita”

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