Mafia a Milano
Scheda Libro
Sinossi
“Abbiamo impestato tutta Milano”, dice ai magistrati uno dei protagonisti dell'inchiesta Hydra sul “consorzio delle mafie”, diventato collaboratore di giustizia.
Ma come hanno fatto 'ndrangheta, Cosa nostra e camorra a “impestare” Milano, tanti centri dell'hinterland, della Brianza, del Comasco, del Lecchese, del Varesotto, del Pavese e non solo? Lo racconta la nuova edizione di Mafia a Milano e in Lombardia. Ottant'anni di affari e delitti, scritto da Mario Portanova, Giampiero Rossi e Franco Stefanoni, con un'introduzione di Nando dalla Chiesa, pubblicato da Zolfo Editore.
“Mafia a Milano” offre le risposte a questa domanda. Con le sue 848 pagine, il libro ripercorre passo per passo la storia della presenza mafiosa a Milano e in Lombardia dagli anni
Cinquanta a oggi. Il racconto inizia con l'arrivo dei “pionieri” di Cosa nostra e della 'ndrangheta, Joe Adonis e Giacomo Zagari, e si conclude con le indagini più recenti, in particolare la citata Hydra e Doppia curva, sugli interessi della 'ndrangheta, attraverso i gruppi ultra di Inter e Milan, agli affari legati allo stadio di San Siro.
Ottant'anni sono lunghi, e i protagonisti sono tanti. Attraverso intercettazioni, verbali, sentenze e documenti d'archivio, “Mafia a Milano” approfondisce fra gli altri le vicende di Luciano Liggio (arrestato a Milano nel 1974), dei “gangster” come Vallanzasca, Turatello, Epaminonda, la finanza nera di Sindona e Calvi, le inchieste su Silvio Berlusconi e Marcello dell'Utri, l'ascesa dei padrini della 'ndrangheta lombarda come Franco Trovato e Domenico Papalia.
E poi, nei primi anni Novanta, la stagione delle grandi operazioni della Direzione distrettuale antimafia, i primi maxiprocessi in terra lombarda. Colpite ma non annientate, le mafie si inabissano, limitano i crimini eclatanti che rischiano di riaccendere i riflettori, danno l'assalto all'economia lecita, come dimostrano le indagini degli anni Duemila. Nel 2010 l'operazione Crimine-Infinito, con i suoi oltre 150 arresti in Lombardia, fa cadere ogni residuo alibi a chi si ostina a negare o minimizzare la presenza mafiosa a Milano e nelle province lombarde.
È il “negazionismo alla milanese”, che il libro ripercorre nome per nome, dal sindaco Paolo Pillitteri (“La Piovra è soltanto una favola”) alla sindaca Letizia Moratti (“Io parlerei più che di infiltrazioni mafiose di infiltrazioni della criminalità organizzata”) al prefetto Gian Valerio Lombardi (“A Milano e in Lombardia la mafia non esiste”)... Invece la mafia non solo esiste, ma diventa terreno di scontro politico, dall'omicidio Ambrosoli alla Duomo Connection, dagli arresti nella giunta regionale di Roberto Formigoni alla crisi del Comune di Desio... Fino allo scioglimento per condizionamento mafioso del Comune di Sedriano, primo in Lombardia.
Ma “Mafia a Milano” ricostruisce anche la nascita e lo sviluppo del movimento antimafia milanese e lombardo: persone, associazioni, circoli, gruppi accademici che al negazionismo hanno fatto da argine, anche a prezzo di polemiche e minacce. Il libro è dedicato a Jole Garuti, insegnante, attivista di Libera, scomparsa nel 2025 dopo una vita spesa nell'educazione alla legalità di generazioni di studenti lombardi e non solo.
In libreria dal 27 marzo, il libro è la terza edizione rivista e aggiornata di un lavoro pubblicato nel 1996 (Editori Riuniti) e nel 2011 (Melampo).



