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Con Trame festival il modello italiano della lotta alle mafie arriva all'estero

Presenti a Trame.11 giornalisti uruguaiani e francesi di Antimafia Dos Mil e Collectif Avanti

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Jean Georges Almendras, giornalista sudamericano di Antimafia Dos Mil, e Sabina Bloy – Simone, esponente francese di Collectif Avanti: entrambe le realtà si propongono di combattere l’influenza mafiosa provando a costruire una cultura della legalità.

“Capire cosa fa l’Italia per lottare e fare lo stesso anche in Francia”, per riproporre il modello dell’antimafia anche dove l’esistenza stessa delle attività criminali è negata, per approfondire e riconoscere i sistemi di potere e adottare la legislazione antimafia italiana.

Con questo intento la giornalista Sabine Bloy Simone ha partecipato alle cinque giornate del Festival dei libri sulle mafie che si si è svolto anche quest’anno a Lamezia Terme, dal 22 al 26 giugno, dove ha avuto l’opportunità di intervistare e confrontarsi con studiosi ed esperti del fenomeno, scoprendo il dietro le quinte della manifestazione lametina.

Per Sabine Boy “anche in Francia la mafia è un pericolo gravissimo: non mancano gli omicidi, gli atti intimidatori, l’evasione fiscale, il riciclaggio, i traffici di droga. Comportamenti negati dallo Stato e dalle Istituzioni”.

Nel festival ha riscoperto “un mondo di lotta, un mondo che è il futuro”.

Grazie a Sabine Bloy Simone e al collettivo Avant! Per aver partecipato al festival e per il lavoro di informazione ostinatamente portato avanti.

Cos’è Avant Collettivo

Il collettivo dei giovani cittadiniInoltrare! si propone di accompagnare l'impennata e il movimento fondamentale di un'intera società determinata a combattere l'influenza mafiosa e la corruzione. In Corsica, in Francia, come in Europa.

“Vogliamo lottare sul campo attraverso iniziative dei cittadini tanto quanto partecipare attivamente alla costruzione di una memoria pubblica della lotta alla mafia.

Costruire una cultura della legalità che alimenta un nuovo approccio alla cittadinanza: solidale, egualitaria, femminista, antirazzista, ecologica.

Dalla prevenzione alla formazione, dall'accoglienza della voce delle vittime alla diffusione delle informazioni, alla promozione di ciò che costituisce la società e la democrazia nel rispetto dei vivi.

Troppo spesso oscurato da una norma che esalta gli atti mafiosi e il falso romanzo sensazionalistico del teppismo, la lotta antimafia cittadina rende finalmente visibile la portata dei movimenti civici, l'economia sociale e solidale, la preoccupazione ambientale, il fondamento di una giustizia forte, sul lato delle vittime, la valutazione degli informatori, dei pentiti e del lavoro investigativo, un profondo cambiamento nella società.

Senza paura e libero”.

Visita il sito web: https://collectif-avanti.org/

 

Trame11. Georges Almendras: “La ndrangheta ha fatto del Sudamerica una base di operatività criminale”

“Serve che il giornalismo parli di mafia. E serve che si parli di mafia ai giovani”.

Anche il giornalista uruguayano Jean Georges Almendras, direttore di Antimafia Dos Mil, tra il pubblico dell’undicesima edizione Trame.Festival die libri sulle mafie in piazza a Lamezia Terme dal 22 al 26 giugno 2022, riconoscendo nella manifestazione un importante appuntamento di discussione del fenomeno mafioso a partire dalle voci autorevoli di chi ha scritto la storia della lotta alla criminalità organizzata, per far il punto anche sulla situazione mondiale.

“L’antimafia è un movimento rivoluzionario – ha detto Georges Almendras – la società umana tutta, non solo quella italiana, ne ha bisogno. La ndrangheta in particolare, in questo momento, è un cancro mondiale e sta facendo del sud America il suo ‘posto di lavoro’”.

La testimonianza di Jean Georges Almendras - Antimafia Dosmil a Trame11: https://www.youtube.com/watch?v=_e6Iq9EG9pE&t=155s

Di seguito l’intervista di AMDuemila pubblicata il 30 giugno 2022

Il direttore di Antimafa Dos Mil intervistato a margine del Festival “Trame” a Lamezia Terme

“La ndrangheta è un cancro mondiale che si manifesta in una maniera spaventosa. Un personaggio pericoloso come Rocco Morabito ha vissuto e trafficato in Uruguay, ciò significa che la ‘Ndrangheta ha fatto del Sudamerica un luogo di operatività criminale”. A dirlo è il direttore di Antimafia Dos Mil Jean Georges Almendras, intervistato a margine del Festival “Trame” svoltosi a Lamezia Terme dal 22 al 26 giugno. Rispondendo a una domanda sul tema cardine dell’iniziativa, la lotta alla criminalità organizzata, il giornalista ha ricordato il recente omicidio in Colombia del procuratore paraguayano di origini italiane Marcelo Pecci, assassinato su una spiaggia a Cartagena da un gruppo di sicari, arrestati e condannati. E ha ricordato anche quello di altri due magistrati uccisi sempre nell’ultimo mese nel continente sudamericano. Parlando di Pecci, Almendras ha affermato che quello del procuratore antiriciclaggio “è stato il primo delitto transnazionale di un magistrato paraguayano”. “Pecci – ha sottolineato Almendras – era un ostacolo per i sistemi criminali”. In seguito, Almendras ha parlato di giornalismo e di giovani. “Serve che il giornalismo parli della mafia. Chi va a votare deve sapere chi votare perché la politica è unita, spesso, alla mafia. Spesso camminano mano nella mano”, ha detto il direttore del giornale. “L’antimafia è un tema rivoluzionario, la società italiana, uruguayana e argentina hanno bisogno di questa rivoluzione”, ha affermato aggiungendo che nonostante “la società uruguayana abbia preso l’individualismo, il consumismo e il capitalismo come valori assoluti”, i giovani “negli ultimi cinque anni si stanno risvegliando e stanno portando avanti una rivoluzione” nel Paese.

https://www.comitato-antimafia-lt.org/georges-almendras-la-ndrangheta-ha-fatto-del-sudamerica-una-base-di-operativita-criminale/