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“Madri costituenti e donne afghane: l’incontro con l’autrice”

A Trame Festival la presentazione del libro di Angela Iantosca e Anna Spena: un dialogo ideale tra le Madri della nostra Repubblica e il coraggio delle donne che resistono oggi al regime talebano.

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di Carmen Critelli e Martina Giacomel

 

 

Tra memoria storica e attualità internazionale, l'incontro "Madri costituenti e donne afghane" ha proposto al pubblico del Trame Festival una riflessione sul significato della libertà e sul ruolo delle donne nei processi di costruzione democratica.

Protagoniste dell'appuntamento sono state la giornalista e scrittrice Angela Iantosca e Anna Spena, che hanno presentato il volume Donne, resistenza, libertà. Storie di ventuno afghane in lotta per la vita, un'opera che raccoglie testimonianze di coraggio, resilienza e impegno civile in un Paese dove i diritti femminili sono stati progressivamente erosi dal ritorno al potere dei talebani.

Il dialogo ha idealmente messo in relazione due esperienze storiche e politiche apparentemente lontane: da un lato le Madri costituenti italiane, protagoniste della nascita della Repubblica e della stesura della Costituzione; dall'altro le donne afghane che oggi continuano a rivendicare diritti fondamentali come l'istruzione, il lavoro e la partecipazione alla vita pubblica.

Le ventuno storie raccontate nel libro restituiscono volti e percorsi individuali che diventano testimonianza collettiva. Donne che resistono alle limitazioni imposte, che difendono la propria dignità e che trasformano la quotidianità in uno spazio di lotta civile. Un racconto che supera i confini geografici e interroga direttamente le società democratiche sul valore concreto delle libertà conquistate.

L'incontro ha offerto l'occasione per riflettere su quanto i diritti non siano mai acquisiti una volta per tutte. Il richiamo alle Madri costituenti italiane ha ricordato come la partecipazione femminile sia stata decisiva nella costruzione dei principi di uguaglianza e democrazia che fondano la Repubblica. Le vicende delle donne afghane mostrano, al contrario, quanto rapidamente tali conquiste possano essere messe in discussione.

Nel contesto del festival, da sempre attento ai temi della giustizia, dei diritti e della cittadinanza attiva, il confronto ha assunto un significato particolare. Le storie raccolte nel volume non rappresentano soltanto una denuncia delle violazioni subite dalle donne afghane, ma anche un invito a riconoscere il valore universale della libertà e della solidarietà.

A conclusione dell’evento, l’autrice ha ribadito quanto sia fondamentale parlare soprattutto ai giovani della parità dei diritti, in quanto fondamentali all’educazione di una cittadinanza attiva e consapevole.

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