di Martina Giacomel
L’ultima giornata di Trame Festival si è chiusa con uno degli appuntamenti più attesi, l’incontro con Nicola Gratteri, già procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria e oggi a capo della Procura di Napoli. Il magistrato calabrese è ormai una presenza costante del festival e, anche in questa quindicesima edizione, l’affluenza in Piazza San Domenico è stata quella delle grandi occasioni. L’incontro ha offerto l’occasione per affrontare alcuni dei principali nodi del dibattito sulla giustizia, a partire dal referendum costituzionale sulla cosiddetta “riforma Nordio”, tenutosi lo scorso marzo e relativo, come noto, alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e alla revisione degli organi di autogoverno della magistratura. Gratteri, tra i magistrati più attivi nella campagna referendaria, ha ripercorso i mesi precedenti alla consultazione, segnati anche da strumentalizzazioni e attacchi personali, parlando di una vera e propria “violenza del potere”. In quei momenti, ha sottolineato, a sostenerlo è stata soprattutto la vicinanza della gente. Si è aperta poi naturalmente una riflessione sull’annoso tema dell’autonomia della magistratura e sui rapporti non sempre semplici con l’Associazione Nazionale Magistrati. Nel corso del dialogo, l’attenzione si è poi spostata sull’evoluzione delle organizzazioni criminali. La ’ndrangheta, ha spiegato, è oggi meno visibile rispetto al passato e agisce sempre più attraverso strategie di infiltrazione economica e corruzione, riducendo l’esposizione delle forme più eclatanti di violenza. Un cambiamento profondo che, secondo il magistrato, impone strumenti investigativi più aggiornati e capaci di intercettare le nuove modalità di azione della criminalità organizzata. In chiusura, un passaggio su Napoli, dove da ottobre 2023 Gratteri guida la più grande Procura d’Italia per dimensioni e organico, con nove procuratori aggiunti e 102 sostituti, in un contesto segnato dalle note complessità della città partenopea. Il procuratore ha richiamato alcuni risultati raggiunti in questi quasi tre anni di attività, esprimendo soddisfazione per il lavoro svolto. Nell’ultima serata di Trame, il confronto con Gratteri ha riportato al centro alcuni dei temi che da sempre attraversano il festival: il rapporto tra mafie e potere, la trasformazione delle organizzazioni criminali e la necessità di leggere il presente oltre le forme più evidenti della violenza. Un passaggio conclusivo che ha sintetizzato il senso dell’incontro e, insieme, la vocazione del festival a spazio di confronto sui temi della legalità e della vita pubblica.

