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Oltre la narrazione: il viaggio fotografico di Francesco Malavolta tra le rotte delle migrazioni

Il fotoreporter Francesco Malavolta racconta vent'anni di migrazioni oltre gli slogan della politica, restituendo volto e dignità alle storie dietro i numeri delle frontiere

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di Martina Giacomel

Tra gli appuntamenti di questa prima giornata di Trame Festival 2026, l'incontro "Oltre la narrazione: cronache visive di un mondo in movimento" ha affrontato il tema delle migrazioni contemporanee attraverso lo sguardo del fotoreporter calabrese Francesco Malavolta. L'evento ha offerto al pubblico un intenso "viaggio fotografico", come lo ha definito lo stesso autore, tra immagini e testimonianze raccolte lungo alcune delle principali rotte migratorie del nostro tempo.

L'incontro assume un significato ancora più forte alla vigilia della Giornata Mondiale del Rifugiato, che si celebra il prossimo 20 giugno, e nel 75° anniversario della Convenzione di Ginevra, il principale riferimento internazionale per la tutela dei rifugiati. Un anniversario che cade in una fase storica in cui guerre, crisi umanitarie e chiusure delle frontiere continuano a mettere in discussione principi che sembravano ormai acquisiti.

Da oltre vent'anni Malavolta documenta le migrazioni lungo le frontiere del Mediterraneo e dei Balcani, seguendo con la sua macchina fotografica uomini, donne e bambini in cammino. Un lavoro che nel tempo ha dato vita a un prezioso archivio visivo, capace di restituire la complessità di un fenomeno che, come ha sottolineato durante l'incontro, viene troppo spesso ridotto a slogan, paure o strumentalizzazioni politiche. Dall'isola di Lesbo a Lampedusa, passando per la rotta balcanica, le fotografie proiettate hanno raccontato storie di attraversamenti, attese e speranze, dove le grandi questioni geopolitiche si incontrano con le vicende personali di chi è costretto a lasciare il proprio Paese.

Per un fotoreporter calabrese, raccontare le migrazioni in una terra che da sempre conosce il fenomeno dell'emigrazione assume un significato particolare, come ci ha raccontato al termine dell’incontro lo stesso Malavolta. La Calabria è stata per generazioni una terra di partenze e oggi è anche una delle principali porte d'ingresso verso l'Europa. Una prospettiva che rende ancora più urgente la necessità di conoscere le storie dietro i numeri. E anche i numeri, quando vengono sottratti alla propaganda e restituiti alla loro dimensione reale, aiutano a comprendere la portata del fenomeno: Malavolta ricordava che dal 2011, anno delle Primavere arabe, al 2025 poco più di quattro milioni di persone hanno attraversato via mare i confini europei. Una dimensione storica che si intreccia inevitabilmente con la percezione pubblica e con una narrazione spesso piegata alle esigenze della politica.

Nel suo quindicesimo anno di vita, Trame continua così a tessere fili tra storie apparentemente lontane e questioni che riguardano tutti. Le fotografie e i racconti di Francesco Malavolta hanno mostrato come le migrazioni non siano un fenomeno da osservare (e giudicare) a distanza, ma una delle chiavi per comprendere il mondo contemporaneo e le sue profonde trasformazioni. La testimonianza del fotoreporter ha ricordato quanto sia importante continuare a raccontare ciò che accade lungo le frontiere d'Europa, dando volto e voce a chi spesso resta invisibile nel dibattito pubblico. Un impegno civile e professionale che accompagnerà Malavolta anche nella sua prossima missione, in Bosnia, lungo il fiume Drina, al confine con la Serbia, dove tornerà a documentare una delle rotte migratorie più difficili e meno raccontate del continente.

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