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l silenzio: terreno fertile per la ‘ndrangheta

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di Lorenzo Zaffina e Paola Costanzo

Giornalista, inviato, volto di Presa Diretta: tutto questo è Riccardo Iacona, intervistato nella terza serata di Trame 10 dal padrone di casa Giovanni Tizian. 
“Raccontare i poteri criminali in Calabria” è il titolo dell’incontro ma anche la missione professionale di Iacona che durante l’incontro ricorda il suo inizio con Michele Santoro, l’epoca in cui le classi dirigenti negavano l’esistenza della mafia. Iacona pone l'accento sull’evoluzione che ha avuto il racconto mafioso e di come, man mano, sia diventato patrimonio comune fino a quando, dopo il periodo delle stragi del '92, tutto il paese ha compreso la portata del fenomeno e ancora fa notare come, nel corso degli anni, ci sia stato un affievolimento dell’attenzione riguardo il tema 'ndrangheta in Calabria, considerandola una criminalità di serie B e, citando le sue parole, “bisognerebbe capire, dimostrare e fare inchiesta sul fatto che la 'ndrangheta non sia solo un fatto calabrese ma che la Calabria è soltanto il laboratorio. Quello che succede lì è successo e sta succedendo dappertutto". Questo silenzio ha permesso alla 'ndrangheta di crescere fino a inquinare la classe dirigente del paese. A tal proposito Tizian ricorda l’avvicinarsi delle elezioni e quindi l’ingerenza delle cosche durante le campagne elettorali. Iacona è fermamente convinto che la libertà sia “qualcosa che si deve coltivare, e non si può coltivare la libertà di dire NO al mafioso se non vi è libertà politica. Dobbiamo costruire il nostro futuro, mettere candidati che non hanno bisogno della 'ndrangheta. Bisogna sostenere le persone che hanno conoscenza su questo fenomeno”.
Il conduttore tratta il tema dell’informazione, per lui essenziale, notando come negli ultimi tempi sia ancora troppo dipendente dall’agenda politica, che la devia dalla sua vera missione: cogliere la profondità delle cose. 
‘Presa Diretta’ ha come obiettivo quello di entrare nel vivo delle storie adottando una dimensione narrativa che rappresenti la complessità della realtà mantenendo allo stesso tempo la giusta sensibilità.
Tra le sue ultime inchieste vi è quella riguardante "Rinascita Scott”, una delle più importanti operazioni contro la 'ndrangheta che vede come protagonista il magistrato della procura di Catanzaro Nicola Gratteri. Ciò che sottolineano Tizian e Iacona è che nulla sfugge al potere criminale: "Siamo di fronte ad una mafia che pensa di essere invincibile e che forse non ha tutti i torti”.
Il 31 gennaio 2021 ha inizio il secondo maxiprocesso dell’inchiesta "Rinascita Scott”, che vede oltre 300 imputati e più di 2mila testimoni. Dopo la puntata di Presa Diretta scoppiano le polemiche: Iacona afferma di non aspettarsi questo attacco. Ma quando va in onda in prima serata un racconto crudo di mafia scoppia lo scandalo: “Dicono che non potevo raccontare del processo prima che andasse in sentenza. Ma in questo modo non ci sarebbe stata informazione, nessuno avrebbe saputo niente. È l’assurdità di voler ridurre la verità ad un dato giudiziario. Questo lo fanno ora perché sono abituati al silenzio sulle inchieste”. 
Il dibattito è proseguito ancora spostandosi sui temi della giustizi e dell’impunità. Si è parlato di politica ed è stato ricordato Gino Strada. Ma soprattutto si è posto l’accento sulla necessità di denunciare, di parlare per rompere il silenzio che è campo fertile della criminalità.