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L’Associazione Antiracket Lamezia a Palermo con i volontari e le volontarie di Trame e Ala

Il viaggio della memoria che rafforza l'impegno contro le mafie

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Si è conclusa con la partecipazione alle iniziative del 19 luglio, nel trentaquattresimo anniversario della strage di via D'Amelio, l'esperienza vissuta da un gruppo di volontari e volontarie della Fondazione Trame ETS e dell'Associazione Antiracket Lamezia ALA, protagonisti di una trasferta a Palermo all'insegna della memoria.
L'iniziativa, resa possibile grazie al contributo del presidente dell'Associazione Antiracket Antonio Butera insieme ai soci Francesco Palmieri e Daniele Godino, su invito dell’attivista del movimento Agende Rosse Silvia Camerino, si è svolta a poche settimane dalla conclusione della quindicesima edizione di Trame Festival, dando continuità al percorso di educazione alla legalità che da anni caratterizza l'azione congiunta delle due realtà.
Il programma, con la guida di Maria Immacolata Scimone, ha consentito ai partecipanti di vivere alcuni dei luoghi simbolo della lotta alla mafia e di prendere parte agli appuntamenti organizzati in occasione dell'anniversario della strage del 19 luglio 1992. Dalla presentazione del libro Il filo nero del depistaggio dell'Agenda Rossa di Paolo Borsellino presso Casa di Paolo, fino alle visite alla Stele di Capaci, al Parco della Memoria e al Museo Stazione 23 Maggio - MuST23, il viaggio ha rappresentato un'occasione di approfondimento e riflessione sui temi della giustizia e della responsabilità civile.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione alla manifestazione "Finché non sapremo tutto. Verità e giustizia contro l'oblio di Stato", promossa da Our Voice e dal Movimento delle Agende Rosse, durante la quale i volontari hanno ascoltato le testimonianze dei familiari delle vittime delle stragi, dei sopravvissuti, di rappresentanti delle associazioni e di numerosi esponenti della società civile impegnati nella difesa della memoria e della ricerca della verità. Il minuto di silenzio delle 16.58, l'ora dell'esplosione che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta, ha rappresentato il momento più intenso dell'intera esperienza.
Non è la prima volta che i volontari delle due associazioni scelgono Palermo come meta di un percorso di formazione civile. Già due anni fa, infatti, un gruppo aveva partecipato alle iniziative dedicate all'anniversario dell'uccisione dell'imprenditore Libero Grassi, convinto sostenitore della libertà d'impresa dal racket e simbolo del coraggio di chi sceglie di non piegarsi alle mafie.
“Queste esperienze – sottolineano i partecipanti – rappresentano un investimento sul futuro. Visitare i luoghi della memoria, approfondire le storie, ascoltare le testimonianze dei familiari delle vittime e confrontarsi con chi continua a chiedere verità e giustizia significa trasformare il ricordo in responsabilità. È così che la memoria diventa azione quotidiana, soprattutto per i più giovani”.

 

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