A febbraio 2024, nell’alveo del fiume Valanidi, una delle più grosse fiumane della periferia sud di Reggio Calabria, le immagini dei Carabinieri hanno immortalato il rilascio di 5mila tonnellate di rifiuti speciali causando un vero e proprio disastro ambientale. Dal 1994, Legambiente aggiorna il quadro delle attività della criminalità ambientale in Italia i cui reati, come evidenziano i numeri del report Ecomafia 2023, si trovano sopra la soglia dei 30.000, più precisamente 30.686, in lieve crescita rispetto al 2021 (+0,3%), alla media di 84 reati al giorno (3,5 ogni ora).
«Nell'ambito del Festival dei libri sulle mafie, Trame, abbiamo anticipato il nuovo rapporto Ecomafie, che sarà presentato a Roma l'11 luglio, riferendoci a quelli che sono i dati del ciclo illegale del cemento – spiega Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria, nella seconda giornata del festival. I dati, in generale, per quanto riguarda l'ultimo quinquennio sono inquietanti, perché la Calabria si colloca nei primi posti in merito all'abusivismo di edilizio che, nel 2024, riporta una crescita di oltre il 20%. Inoltre, la provincia più interessata a questo fenomeno è Cosenza, seguita da Reggio Calabria e Vibo Valentia».
Inoltre Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, ha dichiarato come «la criminalità ambientale è ancora molto presente. Viene contrastata dal 2015 con i nuovi delitti contro l'ambiente inseriti nel Codice penale, dopo 21 anni di lavoro da parte nostra insieme a Libera». Eppure, mancano ancora alcuni delitti ambientali «penso alle agromafie, quindi le mafie in agricoltura. Penso ai delitti contro gli animali che non sono ancora presenti nel Codice penale e che muovono grandi interessi criminali in Italia come nel resto del mondo».
La Calabria, nell’ultimo report di Legambiente, è quinta nella classifica nazionale con 2.217 reati di natura ambientale, pari al 7,2% del totale nazionale. «È stata sempre ai vertici della classifica. Questo perché il ciclo illegale del cemento, il ciclo illegale dei rifiuti, lo smaltimento delle acque reflue non corrette, continuano ad essere un problema molto presente in tutte le province. Il protocollo d'intesa con la Regione serve proprio a rendere noti i dati, perché non si è ancora consapevoli dell'entità del problema» conclude.
Disastro ambientale a Reggio Calabria: 5.000 tonnellate di rifiuti speciali nel fiume Valanidi
NEWS

19 giugno 2024
Disastro ambientale a Reggio Calabria: 5.000 tonnellate di rifiuti speciali nel fiume Valanidi
Legambiente denuncia l'escalation della criminalità ambientale in Calabria: 30.686 reati nel 2023
di Trame Festival
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