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Decidere da che parte stare

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Nel corso delle prime quattro giornate, il festival Trame.10 ha visto salire sul palco nella sezione “Mani Libere in Calabria: storie di donne e uomini” testimonianze di persone semplici ma coraggiose, che hanno deciso di raccontare le loro esperienze di lotta al racket e all’usura. 
Per concludere il ciclo di incontri, l’ultimo giorno prende parola Maria Teresa Morano, coordinatrice delle Associazioni Antiracket FAI in Calabria, le quali, unite, promuovono il progetto “Mani Libere”.
Il progetto nasce con lo scopo di sostenere chiunque sia vittima di estorsione e usura, fornendo supporto legale, psicologico e finanziario. “Mani Libere” conta su tre sportelli territoriali: Lamezia Terme, Cosenza e Polistena “con il fine di raggiungere il più alto numero di operatori economici possibili, per incrementare il numero delle denunce”.
Maria Teresa Morano continua il racconto  ricordando le testimonianze che si sono susseguite durante i giorni del festival e sottolinea l’importanza di denunciare. Il denominatore comune di tutte le storie è la fermezza con cui tutti hanno identificato nella denuncia l’unica strada percorribile: “denunciare è l’unica alternativa, l’unico modo per essere liberi”. Non si tratta di imprese eroiche, ma di scelte necessarie.
La Morano conclude lanciando un appello: è importante essere chiari e decisi nelle scelte di ogni giorno, bisogna “decidere da che parte stare”. Se si sceglie la strada della denuncia bisogna percorrerla nella sua interezza, contando anche sul supporto di associazioni come quella di “Mani Libere”.